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Nuovo municipio: né Deutsche Bank, né Marco d'Oggiono. Gattinoni congela tutto: "Non è la priorità"

E' la decisione presa alla luce della relazione del Politecnico che ha comparato le due alternative di investimento. Esorbitanti le cifre: si spenderebbero da 30 a 52 milioni di euro.

Nuovo municipio: né Deutsche Bank, né Marco d'Oggiono. Gattinoni congela tutto: "Non è la priorità"
Attualità Lecco e dintorni, 21 Ottobre 2022 ore 00:11

Nuovo municipio: né Deutsche Bank, né Marco d'Oggiono. Il sindaco Mauro Gattinoni congela tutto: "Non è la priorità per questa città". E' la decisione presa alla luce della relazione del Politecnico che, su incarico dell'Amministrazione comunale di Lecco, ha comparato le due alternative ipotesi di investimento. Lo studio è stato presentato  nella Commissione consiliare I riunita questa sera, giovedì 20 ottobre 2022.

Nuovo municipio: né Deutsche Bank, né Marco d'Oggiono

Entrambi i quadri economici prospettati, per l'uno o l'altro dei due interventi analizzati dai professionisti del Politecnico di Milano - per la ristrutturazione dell'ex sede della Deutsche Bank in piazza Garibaldi o per la demolizione e ricostruzione dell'ex Poli in via Marco d'Oggiono - comporterebbero investimenti  "assolutamente fuori scala", come ha chiosato il primo cittadino Gattinoni. "Mi sembra di poter dire con certezza assoluta, viste le cifre preventivate, che con dati e sano principio di realtà oggi nessuna delle due alternative è praticabile per il Comune di Lecco". Aggiungendo comunque un malinconico "purtroppo".

Cifre monster: da 30 a 52 milioni di euro

Le cifre sono effettivamente "monster", non solo per acquistare e ristrutturare l'ex Deutsche, nel qual caso la spesa oscillerebbe tra i 44 e i 52 milioni di euro. Anche per realizzare il nuovo municipio in via Marco d'Oggiono, demolendo e ricostruendo l'edificio (già acquisito al patrimonio comunale per 5,7 milioni di euro) per renderlo "congruo" alle esigenze della macchina organizzativa comunale, il costo da sostenere risulterebbe compreso tra i 30 e i 34 milioni di euro. Rispetto al quadro economico dello studio di fattibilità redatto nel 2019,  è cambiato il mondo: allora la spesa per un analogo intervento sull'ex Poli era valutata "solo" di 14 milioni di euro (in aggiunta ai soldi sborsati per l'acquisto); oggi occorre conteggiare  le articolate conseguenze della inflazione galoppante, che tutto compreso comportano un incremento del 42%.

Via Marco d'Oggiono: costi raddoppiati rispetto al 2019

Francesco Vitola, project manager del team multidisciplinare del Politecnico di Milano, ha sintetizzato in due slide la comparazione tra le due alternative di investimento. Da ricordare che lo stesso professionista aveva coordinato nel 2019  lo studio di fattibilità su via Marco d'Oggiono commissionato dall'Amministrazione Brivio. Allora però furono analizzate sette diverse alternative  di intervento sull'immobile, scartando la numero 4 (quella che contemplava demolizione e ricostruzione ex novo, appunto da 14 milioni di euro) perché giudicata troppo onerosa.  All'epoca l'obiettivo era infatti minimizzare alcuni costi, "rispecchiando le indicazioni fornite   dal Rup per realizzare un intervento essenziale".  Diversamente l'input dell'Amministrazione Gattinoni  al Politecnico è stato quello di confrontare due soluzioni per giungere all'obiettivo di una nuova sede ad alta prestazione energetica. Di qui il ripescaggio dell'ipotesi numero 4, ovviamente aggiornata ai costi parametrici correnti.

Le due soluzioni si equivalgono

In sintesi (per il dettaglio rimandiamo al servizio sul Giornale di Lecco in edicola lunedì prossimo, 24 ottobre 2022) , la comparazione tra ex Poli e ex Deusch Bank dice che i costi di intervento al metro quadro sull'uno e sull'altro sostanzialmente si equivalgono: per demolire/ricostruire in via Marco d'Oggiono il costo parametrico  oscilla da un minimo di 1.992 euro/mq a un massimo di  2.290 euro/mq, mentre per ristrutturare il palazzone di piazza Garibaldi si stima un minimo di 1.920 euro/mq fino a un massimo di 2.400 euro/mq. La differenza (del 23-24%) sta nell'estensione dei due immobili: il primo conta 6.107 mq di superficie coperta (più  2.610 mq tra box, autorimessa e spazi esterni); il secondo 8.134 mq superficie coperta (e 3.642 mq tra terrazzi, interrato e sottotetto).
Fatto sta che una superficie maggiore  si porta dietro costi maggiori di costruzione (+23%) , maggiori oneri per revisione prezzi, imprevisti, sicurezza, etc.

ex Marco d'Oggiono SLide
Foto 1 di 2

slide Quadro Ex Poli in via Marco d'Oggiono

ex deutsche bank
Foto 2 di 2

slide quadro Ex Deutsche Bank

Il "metodo inglese" di Gattinoni

Di qui le somme tirate da Gattinoni. "Lo farò con un metodo inglese e poco italiano: prendere le decisioni politiche partendo dai numeri, non per partito preso o per suggestioni anche personali - la premessa che ha naturalmente subito mosso a cipiglio le minoranze consiliari - Questo metodo si deve oggi incrociare con un principio di realtà. Cioè la cognizione del momento economico e storico che stiamo vivendo, altrimenti avremmo considerazioni completamente avulse, poco calate non solo nel presente ma anche nel futuro".

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Il sindaco Mauro Gattinoni

Nuovo municipio: tre considerazioni

E qui il sindaco ha subito tagliato  la testa al toro: "Nessuna delle due alternative è praticabile oggi per il Comune di Lecco".  Di tre tipi i motivi: "L'investimento è assolutamente fuori scala. Guardate le stesse cose, come erano quotate tre anni fa e adesso. Siamo dentro una bolla speculativa, con prezzi alle stelle, difficoltà di forniture, inflazione a doppia cifra, nessuna garanzia sui tempi di consegna, tassi di interessi che aumentano di mezzo punto al mese. Quindi se adottassimo questa strada, una delle due, avremmo sicuramente effetti negativi sui livelli di indebitamento del Comune".

Qui il secondo ragionamento: "Spropositato e insostenibile un investimento di 30 o 50 milioni di euro per fare la sede del Comune. Tutti gli altri investimenti programmati in città, la Piccola, il lungolago, Villa Manzoni, le strade etc si basano o su risorse proprie del Comune o in grandissima parte su contributi a fondo perduto, ottenuti con un'intensa attività di progetto. Non costituiscono e non costituiranno debiti per i cittadini lecchesi".

Terza considerazione: "Se per assurdo decidessimo di dar seguito a una delle due ipotesi, dovremmo sborsare cifra monster, il che penalizzerebbe tutte le altre attività del Comune. Non ci penso nemmeno. Perché la città deve crescere, abbiamo viceversa bisogno di rigenerare spazi pubblici, riaprire strutture ancora chiuse o fortemente compromesse come il teatro o il Bione. Lì stanno le nostre priorità".

Municipio in via Marco d'Oggiono: "Sciagura evitata"

E qui Gattinoni ha messo le mani avanti. "L'obiezione più banale la sento già scorrere:  ma se fossimo partiti per tempo? Innanzitutto chi doveva partire per tempo non lo ha fatto. Periodo ipotetico del terzo tipo, dell'irrealtà che è il contrario del principio di realtà della mia premessa. Seppure volessimo svolgere il nastro di questa ipotesi essa si sarebbe dimostrata una sciagura per Lecco: a fronte di un preventivo di 14 milioni, oggi ci saremmo trovati doverne pagare  30-34 milioni di euro".

Quindi due strade. "O fermare il cantiere, come sta succedendo in metà Italia. E di cantieri che generano poi imbarazzo, vedesi Piazza Affari, il tribunale, la saga dell'ostello, non ne abbiamo proprio bisogno. In alternativa, tornare a indebitare lecchesi fino all'osso del collo per pagare il municipio e non scuole, strade, asili, il Bione. A queste condizioni qualsiasi scelta sarebbe stata una sciagura per Lecco".

La soluzione inglese: 5 sedi "meglio che one"

Il passo dunque cambia direzione: "Dobbiamo gestire una fase di transizione per il municipio: abbiamo messo in sicurezza i lavoratori, sistemato uffici pericolanti, trasferiti in spazi nuovi più congrui, in via Tubi o alla Meridiana, che peraltro hanno un migliore livello di  efficienza e permettono costi di gestione più bassi". Il che però comporta la dislocazione su cinque sedi differenti, il già tanto deprecato "spezzatino" che fa a pugni con la sede unica prospettata come ottimale da Gattinoni un anno fa, tanto da archiviare via Marco d'Oggiono come spazio troppo piccolo. "Certo non è una soluzione ottimale sul piano organizzativo, e solo in parte è compensabile da miglioramenti della dotazione tecnologica e da procedure informatiche  che però in futuro potrebbero dimostrarsi strategici, sia per la futura pianta organica, sia per la composizione di dinamiche operative e logistiche di lavoro".

Gattinoni indica il bicchiere mezzo pieno: "Il costo in termini di affitto per Meridiana e via Marco d'Oggiono è contenuto in 150mila all'anno. Permettetemi una battuta: nella migliore delle ipotesi presentate questa sera pagheremmo duecento anni di affitto".

L'Urp a Palazzo Bovara front office al cittadino

Infine uno sguardo alla condizione attuale: "L'organizzazione attuale del municipio non porta  conseguenze negative per il cittadino. La gran parte dei servizi sportellabili, 8 su 12, trova già sede nel cortile di Palazzo Bovara,  con una miglioria di accesso rispetto a due anni fa. Il cittadino non viene rimbalzato da un ufficio all'altro,  né fa la caccia al tesoro per seguire proprie pratiche. Il tentativo è quello di ricondurre il più possibile in un solo front office, in un hub, tutti i servizi che hanno diretto contatto con il pubblico".

Sede del municipio: "Non è la priorità"

Conclusione: "Ritengo che bene abbiamo fatto a svolgere questi approfondimenti, indispensabili anche sul piano della correttezza formale della procedura, checché ne dica chi in questi dodici mesi ha scritto, dichiarato, commentato, minacciato,  ingiuriato e romanzato, giustapponendo brandelli di informazioni, probabilmente neppure ben compresi, sicuramente male ricomposti. Non siamo sprovveduti  e non vogliamo esporre la città all'avventura. I lecchesi ce lo riconoscono. Bene abbiamo fatto a prenderci il tempo necessario per un accurato approfondimento, il cui esito, lo dico a malincuore, è per oggi il congelamento di qualsiasi progetto, sia di acquisto sia di   ristrutturazione.  Stante numeri esposti il tema della sede pur necessaria ritengo non sia  la priorità per questa città".

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