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Per ritrovare l'olfatto

Long Covid a olfatto e gusto: l'aiuto del gastronomo muggiorese Michele Crippa

Vittima da due anni dei postumi del virus Crippa ha realizzato un training e una Sensory box per riacquistare i sensi colpiti

Long Covid a olfatto e gusto: l'aiuto del gastronomo muggiorese Michele Crippa
Attualità Brianza, 19 Febbraio 2022 ore 12:04

Aromi, profumi e sapori sono l’«abc» della sua professione di gastronomo. Ma nel marzo 2020 Michele Crippa, 32enne docente muggiorese di Scienze gastronomiche, ha contratto il Covid che gli ha provocato la perdita dell’olfatto, «anosmia», e del gusto, «augesia».

Il Long Covid all'olfatto e al gusto

Nonostante la sua guarigione dal virus, a distanza di 2 anni il disturbo dell’alterazione sensoriale del gusto e dell’olfatto persiste, diventando per il muggiorese un vero calvario sotto il profilo professionale e personale.

Vittima della sindrome da «long Covid», Crippa non si è arreso e ha deciso con l’aiuto di alcuni professionisti di realizzare un percorso e un «sensory box» uno strumento ad hoc per recuperare l’olfatto e correggere le percezioni sensoriali, non solo a suo beneficio e per la sua guarigione, ma pensando ai tanti pazienti che si trovano a vivere la stessa situazione.

«Tutto è partito da un mio bisogno, che aiuta anche gli altri» ha detto ai colleghi di primamonza.it.

L'odore e il sapore del Covid

Michele Crippa si è ammalato di Covid nella prima ondata del marzo 2020, quando il virus era ancora un’incognita.

«Gli studi in materia di gusto e olfatto legati al Covid erano molto limitati – ha detto – Ho fatto 5 mesi di isolamento solo perchè non sentivo niente. Ero guarito ma mi è stata prolungata la quarantena. Ero disperato. Gli aromi poi pian piano sono tornati, però falsati, distorti e percepiti come sgradevoli. Anche nelle varianti del Covid le percezioni si modificano».

Il problema è diventato una forte preoccupazione nella professione e nella sfera personale.

«Insegno a cuochi, camerieri, sommelier negli istituti superiori e all’Università e con il gusto e olfatto alterati è disastroso spiegare l’aroma di un cappuccino o dalla tostatura risalire all’origine di un caffè e quindi era diventata un’impresa lavorare anche alle recensioni – ha spiegato – Mi tormentava il fatto che non esistessero centri medici che aiutassero a recuperare questi sensi. Così mi sono dato da fare».

E per quanto assurdo possa sembrare, Crippa ha rivelato che fatica a sentire l’odore della sua pelle.

«Anche dopo la doccia, la percepisco sempre con un odore sgradevole che mi fa sentire a disagio quando sono con gli altri. Non avere la percezione di sè è un grande problema» ha detto.

Con il supporto di un gruppo di professionisti, Michele Crippa ha messo a punto un percorso quotidiano che aiuta i pazienti a recuperare l’olfatto e correggere le disfunzioni sensoriali.

Si comincia da un corso teorico dedicato alla fisiologia e biologia dei sensi e all’attenzione al proprio olfatto e come migliorarlo, all’interno dei laboratori delle Università con le facoltà di Scienze alimentari. Poi si passa allo strumento «Sensory box», simile al test olfattivo per allenare i sommelier, che contiene 20 boccette con aromi presenti nelle esperienze di vita comuni alla società.

«Il virus ha creato un danno neurologico, scollegando il rapporto tra il bulbo olfattivo e la memoria olfattiva, quindi con il nostro training cerchiamo di stimolare quei profumi legati alle esperienze di vita custoditi nella memoria» ha spiegato il gastronomo.

Per informazioni scrivere a trainingolfattivo@goodsenses.it

L'interesse dall'estero

Il training sensoriale ha riscosso molta attenzione anche dagli scienziati esteri, in particolare dagli Stati Uniti e da Israele che hanno preso contatti con Crippa per sviluppare ulteriori studi e progetti.

«L’olfatto, è uno dei sensi molto sottovalutato, eppure è molto importante nella percezione di se stessi, nelle relazioni sociali, nel benessere emotivo ed è connesso anche con la sicurezza della persona che permette di avvertire certi pericoli, penso a una fuga di gas piuttosto che a un incendio. Non è collegato solo al cibo o al piacere, ma anche alla morte» ha spiegato.

L’impegno e il lavoro dell’esperto muggiorese è arrivato anche su Rai 1 giovedì sera a «I soliti ignoti» condotto da Amadeus. Crippa ha partecipato in veste di «ignoto» e ha avuto l’opportunità di raccontare in breve al pubblico, con ammirazione del conduttore, lo spirito della «sensory box» e del training per ritrovare la sensibilità olfattiva che il Covid ha precluso a molti nonostante la guarigione.

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