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Calolziocorte

La scuola non si può abbattere, ora a rischiare è il Palazzetto dello sport: "In fumo un contributo milionario"

Il sindaco: "Senza giri di parole, questo stop danneggia non solo l’Amministrazione comunale ma anche la cittadinanza e le associazioni sportive"

La scuola non si può abbattere, ora a rischiare è il Palazzetto dello sport: "In fumo un contributo milionario"
Attualità Valle San Martino, 18 Ottobre 2021 ore 19:03

"Quando una forza politica intraprende un’iniziativa dovrebbe valutarne le conseguenze". Non ha usato giri di parole e ha puntato il dito dritto contro il gruppo Cambia Calolzio il sindaco Marco Ghezzi che oggi, lunedì 18 ottobre 2021, ha "guidato" un tour aperto alla stampa all'interno della storica scuola Gambirasio di Sala Calolziocorte. Sì perchè proprio il passato e il presente della struttura scolastica, che versa in uno stato di degrado e abbandono dal 2007, rischiano secondo il borgomastro calolziese di avere delle conseguenze pesanti sul futuro della comunità. Perchè? Perchè l'edificio, che nelle intenzioni dell'Amministrazione andava abbattuto, risulta invece ora vincolato  da un Decreto del Ministero dei Beni Culturali  che ne sottolinea il pregio storico e che ne vieta di fatto la demolizione.

La scuola non si può abbattere, ora a rischiare è il Palazzetto dello sport: "In fumo un contributo milionario"

Un vincolo che segue la decisione della Sovrintendenza sulla richiesta, che risale all'aprile scorso, dell'architetto Giorgio Zenoni, progettista del plesso insieme ai colleghi Baran Ciagà, Walter Barbero e Giuseppe Gambirasio. In altre parole, a fronte del ricorso del Comune verso il precedente vincolo emesso dalla Soprintendenza alle Belle Arti il 28 aprile scorso, il Ministero ha emanato un decreto riconosce di fatto il Diritto d’Autore ai progettisti dello stesso e che cita testualmente:

“Il complesso scolastico rappresenta uno degli esempi di pregio dell’architettura italiana dei primi decenni del XXI secolo e uno dei lavori principali di un importante gruppo di progettisti del panorama italiano del secondo Dopoguerra, riconoscibile come espressione di una più ampia ricerca che coinvolge la cultura architettonica nazionale e internazionale, per la sua originalità, elevata qualità, anche rivolta a un suo possibile uso innovativo a livello tipologico e dell’applicazione delle tecnologie costruttive”.

Solo uno dei quattro progettisti, Zenoni, è ancora in vita e solo trascorsi 70 anni dalla morte di quest’ultimo si potrà eventualmente procedere alla demolizione della ex scuola, riconosciuta come edificio di importante valore architettonico.

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Nei giorni scorsi proprio Cambia Calolzio, rendendo nota la decisone del Ministero, aveva sottolineato che il gruppo di minoranza  si era "speso recupero di questo fabbricato, fotografato su 600 riviste di architettura". Non solo ma aveva anche lanciato “concorso di idee” aperto alle Associazioni, agli ordini professionali di ingegneri, architetti, geometri, alle scuole e ai singoli cittadini, "per contribuire a dare una seconda vita e riqualificare questo edificio". Una iniziativa che oggi ha ricevuto il secco no del sindaco Ghezzi. "Non è possibile procedere con quanto proposto da Cambia Calolzio. Dopo che questi ultimi hanno interpellato la sovrintendenza facendo decretare il vincolo per “Diritto di Autore”, qualunque tipo di intervento si voglia realizzare è subordinato ad un progetto vincolato agli stessi “autori” dell’opera”.

Per la riqualificazione dell’area, sarebbe necessario uno stanziamento di fondi pari ad almeno 3,5 milioni di euro. Al contrario, per la sua demolizione sarebbero bastati i ben inferiori 150.000 euro. “La conseguenza più grave di questa decisione, è l’impossibilità di procedere con la costruzione del nuovo palazzetto dello sport comunale che era di fatto subordinato alla demolizione della struttura e successiva riqualificazione dell’area” ha sottolineato il sindaco durante la visita alla scuola insieme agli assessori Aldo Valsecchi, Dario Gandolfi, Tina Balossi e Cristina Valsecchi, e a i consiglieri di maggioranza Pamela Maggi, Ebe Pedeferri e Marco Bonaiti.

“Le criticità che il recupero della struttura porrebbe in evidenza sono sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto  l’assessore ai lavori pubblici Dario Gandolfi – Ogni angolo di questo edificio costituisce di fatto una barriera architettonica. Per raggiungere le aule, i bagni e le altre stanze che lo compongono ci sono scale e ancora scale  Nemmeno un intervento “Privato” potrebbe servire a sbloccare la situazione. L’amministrazione comunale, nella persona del Sindaco, avvierà un dialogo con i progettisti per cercare di trovare una soluzione condivisa alla questione".

“Senza giri di parole, questo stop danneggia non solo l’Amministrazione comunale ma anche la cittadinanza e le associazioni sportive - ha concluso Ghezzi Accusando di fatto Cambia Calolzio per aver contrastato il Comune nella realizzazione dei progetti - Dopo aver avuto parere favorevole al contributo per la costruzione del palazzetto (1,5 milioni di euro) da parte del G.S.E. ora probabilmente lo perderemo”.

Luca De Cani