Clochard dormono nel locale caldaia delle case Aler, inseguiti dai residenti
E’ successo in via Dell’Eremo, le telecamere ci sono ma non funzionano

Suonano il citofono, si fanno passare per il «nipote» della vicina di casa o si intrufolano su per le scale approfittando della porta d’ingresso che non si chiude bene. Sta di fatto che gli anziani inquilini delle case Aler di via Dell’Eremo, al civico 28 C, si sono ritrovati più di una volta faccia a faccia con giovani senza tetto che raggiungono il locale caldaia al settimo piano trasformato in una dimora di fortuna. E per ben due volte i residenti si sono accorti della presenza indesiderata e hanno inseguito i clochard che, con le ali ai piedi, si sono precipitati giù per le scale e fuori dal palazzo in tutta fretta.
Clochard dormono nel locale caldaia delle case Aler, inseguiti dai residenti
«Abbiamo ottenuto un incontro con una responsabile Aler di Lecco - ci spiega la portavoce dei condomini Marinella Longoni - alla quale abbiamo presentato una lista di magagne. Naturalmente nulla è stato fatto. Quindi abbiamo scritto per ben due volte. All’ultima missiva di febbraio (e sottolineo febbraio) ci è stato risposto che la signora era in ferie fino... al 6 gennaio. Il problema è che la porta va chiusa con una sorta di stratagemma oppure rimane aperta e nel palazzo ci entra chi vuole. Tra l’altro quattro anni fa sono state installate delle telecamere ma non sono mai state messe in funzione. Così nei giorni scorsi qualcuno ha suonato al citofono di una residente spacciandosi per il nipote di un’altra donna (il nome devono averlo visto sulle cassette della posta). La vicina in buona fede ha aperto e noi ci siamo trovati due ragazzotti nel locale caldaia all’ultimo piano. Io ho sentito dei rumori e ho allertato gli altri. Li abbiamo visti e inseguiti ma siamo tutti anziani. Uno di noi è riuscito ad afferrare un giovane clochard per lo zaino ma quello si è divincolato, gli è rimasto persino in mano un pezzo di stoffa, e il ragazzo è riuscito a scappare. Nel vano caldaia abbiamo trovato anche i resti di alcune merendine». Il fatto è accaduto una seconda volta tanto che nei giorni successivi anche gli agenti della Polizia locale hanno effettuato un sopralluogo nel palazzo.
«Purtroppo la maleducazione dilaga. Alcune sere fa abbiamo trovato dei giovani che mangiavano la pizza sotto il nostro porticato. Ci siamo raccomandati di ripulire tutto prima di andare via... ci avevano assicurato che lo avrebbero fatto, ma il giorno dopo in bella vista c’erano delle bottiglie di birra. E poi c’è chi schiamazza fino a tardi nel parchetto e quando i residenti chiedono di abbassare la voce, rimediano una raffica di insulti».
Purtroppo non è ancora finita. «Questo non è il solo problema - prosegue Marinella Longoni - Gli estintori che si trovano nel locale caldaia risalgono al 2013. Abbiamo fatto una verifica negli altri palazzi Aler di via Dell’Eremo e noi (vai a capire perché) siamo risultati gli unici a non essere in regola. Anche di questo ci piacerebbe avere una risposta dall’Azienda per l’edilizia residenziale. Noi l’affitto lo paghiamo e non sono quattro soldi».
I problemi delle case popolari di via Dell’Eremo non sono ancora conclusi. «Quando piove nel condominio al 28 D non vedono più la televisione. Ci sarà qualche problema con l’antenna, sta di fatto che con gli acquazzoni della scorsa settimana i residenti sono rimasti isolati dal mondo e nel caso dei più anziani, senza una compagnia. Ma le pare possibile?».
Non è la prima volta che i residenti nelle case Aler si rivolgono al Giornale di Lecco. Due mesi fa ci avevano chiamati per l’ascensore che non funzionava da giorni. «Appena è uscito il vostro articolo - conclude la signora Longoni - sono venuti a ripararcelo».