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Rincari sull'energia

Camini o stufe per combattere il freddo e il caro bollette? Attenzione alle multe salatissime

Con le temperature che si sono drasticamente abbassate in questi giorni, i brividi hanno iniziato a correre sulla pelle dei lecchesi. E non solo per il freddo.

Camini o stufe per combattere il freddo e il caro bollette? Attenzione alle multe salatissime
Attualità Lecco e dintorni, 04 Ottobre 2022 ore 12:16

Con le temperature che si sono drasticamente abbassate in questi giorni, i brividi hanno iniziato a correre sulla pelle dei lecchesi. E non solo per il freddo. Non sono pochi i lecchesi che di fronte agli esorbitanti aumenti dei costi dell'energia hanno pensato di combattere la colonnina di mercurio in discesa  non con i tradizionali termosifoni (ricordiamo che l'accensione quest'anno è fissata al 22 ottobre), bensì tornando a utilizzare un camini o stufe che si hanno in casa che, magari, erano inutilizzati da tempo. Un'idea che, se da una parte consentirebbe indiscutibili alleggerimenti della bolletta, dall'altra parte potrebbe invece alleggerire anche il portafoglio per via delle salatissime multe in cui si rischia di incorrere.

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Camini o stufe per combattere il freddo e il caro bollette? Attenzione alle multe salatissime

Camini e stufe a legna, per esempio, possono portare tepore nelle case e contribuire all’abbassamento dei costi. Tuttavia, questi strumenti emettono forti quantità di Co2 ed è facile incorrere in multe, che sanzionano questo aspetto.

Senza contare che proprio la Lombardia è la Regione più rigida sulla normativa, quella che prevede le sanzioni più alte per emissioni oltre il limite. Come si legge nel comma 4 all’articolo 27, quello riservato alle sanzioni, della Legge regionale 24/2006 "L’inosservanza delle disposizioni della Giunta regionale concernenti le tipologie di impianto e le biomasse ivi utilizzabili, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria dai cinquecento ai cinquemila euro".

Le nuove regole per tutti gli impianti termici alimentati a biomassa legnosa

Con la delibera adottata dalla Regione Lombardiaa partire dall'1 agosto 2022, si applicheranno le nuove regole per tutti gli impianti termici alimentati a biomassa legnosa, come legna, cippato o pellet, responsabili ogni anno della metà delle emissioni di polveri sottili misurate su tutto il territorio regionale.

Queste emissioni inquinanti sono in gran parte da ricondurre agli impianti più vecchi, quali camini aperti o stufe, che risultano poco performanti dal punto di vista energetico disperdendo una grande quantità di polveri nell'aria; in questo contesto si inserisce la normativa che ne prevede il progressivo abbandono. Tale novità, riferita principalmente a camini e stufe, si inserisce e arricchisce l'attuale regolamentazione in materia, già modificata diverse volte durante gli anni, al fine di rientrare nei valori limite di inquinamento fissati sia dalla direttiva europea 2008/50/CE, sia di consentire il risanamento della qualità dell’aria.

 

Nuove norme in vigore dalla stagione invernale 2022

In particolare, dall'1 ottobre 2018, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 KW, vige l’obbligo di utilizzo di pellet conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 e dall'1 gennaio 2020 sono in vigore su tutto il territorio regionale, senza alcuna eccezione:

• Il divieto di installazione di nuovi generatori di calore alimentati da biomassa legnosa aventi emissioni superiori a quelle individuate per la classe “quattro stelle";

• Il divieto di utilizzo di generatori aventi 0, 1 o 2 stelle;

Il DM n. 186/2017 è la normativa di riferimento che prevede una Classificazione Ambientale di stufe e camini: da 1 a 5 stelle, in base alla maggior qualità ambientale dei dispositivi.

Allo scopo di aumentare l'efficienza energetica nel settore civile e ridurre le emissioni inquinanti, le nuove regole si applicheranno a tutti gli impianti termici civili presenti in Lombardia, con potenza al focolare fino a 3 MegaWatt.

Di conseguenza tutti gli impianti che non rispetteranno i requisiti previsti dovranno essere disattivati e non potranno più essere utilizzati.

La delibera, fermi restando i divieti già presenti, nello specifico prevede:

• L’obbligo di utilizzare solo pellet di qualità certificata A1 secondo la norma UNI EN ISO 17225-2 ovvero solo il cippato certificato secondo la norma UNI EN ISO 17225-4;

• La necessità, anche per gli spazzacamini, di registrare nel catasto degli impianti termici la propria attività di manutenzione, al fine di incrementare il numero degli impianti accatastati e, conseguentemente, di monitorare in modo più attendibile l’evoluzione del parco impiantistico, la frequenza delle manutenzioni e l’impatto sulla qualità dell’aria;

Inoltre, a decorrere dal 15.10.2024, l’installazione di nuovi impianti alimentati da biomassa sarà soggetta ad ulteriori e ancor più stringenti requisiti:

• Nei Comuni sopra i 300 m slm i generatori dovranno essere classificati con almeno 4 stelle ed avere emissioni di polveri sottili non superiori a 20 mg/Nm3 (milligrammi a NormalMetro cubo), come da certificazione rilasciata ai sensi del d.m. 186/2017;

• Nei Comuni sotto i 300 m slm i generatori dovranno essere classificati con almeno 4 stelle ed avere emissioni di polveri sottili non superiori a 15 mg/Nm3 ed emissioni di COT non superiori a 35 mg/Nm3, come da certificazione rilasciata ai sensi del d.m. 186/2017.

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Sanzioni da 500 a 5000€ per i trasgressori

I controlli verranno effettuati dalle Province – nei Comuni aventi meno di 40.000 abitanti – e dai Comuni con popolazione maggiore di 40.000 abitanti, nell’ambito delle verifiche sugli impianti termici.
La sanzione prevista in caso di inosservanza varierà da un minimo di 500 € a un massimo di 5.000 €.

Sono esclusi dal provvedimento gli impianti a biomassa legnosa:

• Con potenza termica al focolare inferiore a 5 KW, a meno che, nella stessa unità immobiliare, siano presenti più apparecchi la cui potenza, sommata, dia un valore uguale o superiore a 5 KW;

• Utilizzati per alimentare reti di teleriscaldamento e per processi produttivi di natura imprenditoriale;

• Usati per manifestazioni temporanee quali fiere, mercati o feste patronali.

È inoltre consentito di mantenere in esercizio, fino alla data del 15 ottobre 2024, i generatori a biomassa che, installati a partire dal 20.12.2013 e fino al 18.09.2017 rispettino le disposizioni di cui alla delibera regionale n. 1118/13.

Fino alla stessa data, possono essere mantenuti in esercizio tutti gli impianti termici civili che costituiscono unica fonte di riscaldamento dell’abitazione.

 

 

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