Attualità
Lecco

Al Nuovo Aquilone "Gli Ultimi" per i trent’anni dalla morte di padre Turoldo

Il film è sullo schermo lunedì 7 novembre  2022 a ingresso gratuito.

Al Nuovo Aquilone "Gli Ultimi" per i trent’anni dalla morte di padre Turoldo
Attualità Lecco e dintorni, 31 Ottobre 2022 ore 11:01

La proiezione de “Gli ultimi”, di cui fece la regia padre David Maria Turoldo, è il modo in cui il Nuovo Aquilone celebra in sala i trent’anni dalla morte di questo grande uomo di fede che abitò anche a Lecco. Il film è sullo schermo lunedì 7 novembre  2022 a ingresso gratuito.

La Trama

Checo, figlio di poveri contadini del Friuli, è un ragazzo intelligente e sensibile ed ottiene a scuola ottimi risultati, ma contemporaneamente è isolato dai compagni che lo scherniscono chiamandolo “spaventapasseri”. Il nomignolo ossessiona il ragazzo che comincia a girare per la campagna affascinato da questi spauracchi campestri (coi quali parla e finisce con l’identificarsi. Un giorno poi, spaventato dall’improvvisa rivelazione della morte, Checo sente ancora più il peso della propria solitudine e tenta la fuga: vuole andare a Venezia dove sogna di poter diventare pittore. Tornato a casa egli attraversa ora con la famiglia un periodo tristissimo: la terra è sempre più avara, i contadini sono sull’orlo della disperazione. Deriso ancora una volta – e perché ha fame – Checo decide di ribellarsi alla sorte: distrugge lo spaventapasseri, liberandosi così dall’incubo della sua infanzia, e comincia a lavorare con gli uomini, da uomo.

Biglietti

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Padre Turoldo

David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe Turoldo (Coderno, 22 novembre 1916 – Milano, 6 febbraio 1992), è stato un presbitero, teologo, filosofo, scrittore, poeta e antifascista italiano, membro dell'ordine dei Servi di Maria. È stato, oltre che poeta, figura profetica in ambito ecclesiale e civile, resistente sostenitore delle istanze di rinnovamento culturale e religioso, di ispirazione conciliare. È ritenuto da alcuni uno dei più rappresentativi esponenti di un cambiamento del cattolicesimo nella seconda metà del '900, il che gli ha valso il titolo di "coscienza inquieta della Chiesa"

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