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Coronavirus

Emergenza Covid-19 al Manzoni e al Mandic, la Rsu: “Nuove assunzioni non sufficienti”

Le richieste avanzate dalle rappresentanze sindacali dell'Asst Lecco ai vertici aziendali

Emergenza Covid-19 al Manzoni e al Mandic, la Rsu: “Nuove assunzioni non sufficienti”
Altro Lecco e dintorni, 12 Marzo 2020 ore 15:35

“Non sono sufficienti le nuove assunzioni comunicate ai giornali di 17 infermieri, 4 Oss e tre autisti soccorritori. Molti operatori infettati sono in quarantena e vanno sostituiti immediatamente”. Così le rappresentanze sindacali Unitarie dei lavoratori dell’Asst Lecco in un duro comunicato indirizzato ai vertici dell’azienda sanitaria lecchese.

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“Le nuove assunzioni non bastano”

La Rsu dell’Asst Lecco, rimarcando il proprio atteggiamento responsabile  costruttivo in questo momento di emergenza, ha posto  una serie di richieste a tutela dei lavoratori.
Anzitutto “una puntuale e costante informazione delle ordinanze Statali ,Regionali e aziendali ai lavoratori sul rischio Coronavirus. Quindi “l’aggiornamento con indicazioni dirette ai dipendenti sugli sviluppi per la gestione dell’emergenza lavorativa e sanitaria, usando ogni tipo di strumento disponibile presente in ASST di Lecco Bacheca del dipendente intranet, mail, comunicazioni scritte.

Più sicurezza per i lavoratori

Terza richiesta: “L’applicazione di linee guida e protocolli sui comportamenti di prevenzione per tutti i dipendenti a contatto con l’utenza e non, l’applicazione della sorveglianza a tutti i lavoratori attraverso la somministrazioni delle opportune azioni sanitarie”. Servono “disposizione precise per tutti lavoratori che intervengono nelle aree più a rischio della ASST, reparti più esposti”. Così come occorre “dotare tutti lavoratori di adeguati dispositivi di protezione individuale al rischio coronavirus-covid-19”, mentre invece si rileva  “carenza di ausili e dispositivi di protezione individuali”.

Smart Working

Infine si chiede “una immediata applicazione dello Smart Working per le attività compatibili,  come per altro previsto dal DCPM del 25 febbraio e dalle direttive del Ministero della Funzione Pubblica 1/2020”, previa
“verifica di quanti dipendenti sono coinvolti nella attuazione dello smart working”.

“Comunicazione insensibile”

La Rsu lamenta una insufficiente chiarezza in relazione alla sicurezza e alla sorveglianza dei lavoratori. “Denunciamo alcune azioni di insensibilità nei confronti dei dipendenti con comunicazioni autoritarie e
inopportune”. Il riferimento è, ad esempio, alla direttiva interna ribadita stamane, con l’invito agli operatori sanitari “di non recarsi negli uffici amministrativi se non strettamente necessario e di utilizzare per comunicazioni email e telefono”.

Nuove assunzioni: “Non sono sufficienti”

Infine, il tema delle nuove assunzioni effettuate per far fronte all’emergenza. “Chiediamo azioni immediate per l’assunzione sia dei pensionati sia dei lavoratori a tempo determinato e indeterminato e con rapporto a consulenza autorizzate dal governo e dalla Regione Lombardia, non sono sufficienti le assunzioni comunicate ai giornali 17 infermieri e 4 OSS 3 autisti soccorritori. Infine segnaliamo il dato di molti operatori infettati in quarantena che vanno sostituiti immediatamente”.
Per questo “Chiediamo una deroga immediata per quanto concerne assunzioni e acquisto strumenti di protezione non c’è più tempo si mettano in atto azioni immediate. Consideriamo insufficienti le scelte sin qui operate dalla Direzione sia per quanto riguarda le risorse umane sia per l’approvvigionamento di dispositivi di protezione per la tutela degli operatori.

Ultima onnicomprensiva richiesta,  “l’apertura di un tavolo permanente per la gestione dell’emergenza”.

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