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Lecco: topi morti e sporcizia nell’aiuola davanti al teatro

L’area della statua di Garibaldi si è trasformata in una toilette a cielo aperto con escrementi e spazzatura per la gioia di piccioni e roditori

Lecco: topi morti e sporcizia nell’aiuola davanti al teatro
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Topi morti e tanta sporcizia nell’aiuola davanti al Teatro della Società, sotto la statua di Garibaldi, nel cuore di Lecco.

Lecco: topi morti nell’aiuola davanti al teatro

E poi ancora in piazza Mazzini, sotto il grande pino domestico qualcuno ha pensato bene di spargere riso bollito e grossi quantitativi di pane forse per dare da mangiare ai piccioni ma che oltre ai volatili attirano anche i topi. In più di un’occasione il Giornale di Lecco ha denunciato la situazione in cui versano le aree del centro - il salotto buono della città - tra clochard accampati e aiuole investite del ruolo di gabinetto pubblico.


Alcuni senza fissa dimora - è cosa nota perché avviene ormai da anni - dormono sotto i portici di piazza Affari, lasciando coperte e cartoni in bella vista. Più volte sono stati allontanati dalla Polizia, ma pochi giorni dopo il blitz sono sempre tornati ad occupare gli stessi spazi. Il problema è che chi vive in strada finisce per fare i propri bisogni dove capita.

E alcuni senza tetto fino a poco tempo fa usavano come «bagno» il collegamento tra piazza Garibaldi e piazza Affari a lato del Teatro rendendolo impraticabile. Adesso che quel passaggio è chiuso, a causa dei lavori di ristrutturazione dello storico complesso architettonico, a quanto pare hanno optato per l’aiuola sotto la statua di Garibaldi, trasformata in una toilette a cielo aperto.

Il problema è che il degrado finisce sempre per attirare i topi che banchettano nella sporcizia (c’è chi li ha visti zampettare sotto l’eroe dei due mondi) e in qualche circostanza tirano pure le cuoia, magari per raggiunti limiti d’età, e il loro cadavere puzzolente rimane in «bella» vista.

La scorsa settimana di topi morti ne abbiamo individuati tre mentre sotto gli arbusti c’era «rumenta» per dirla come il Gabibbo dovunque, carta, avanzi di cibo e persino escrementi umani.  E nei giorni scorsi un altro cadavere di ratto. A pochi metri di distanza, nell’aiuola a lato della pensilina qualcuno si è divertito a buttare grossi quantitativi di riso bollito tutto intorno al pino per non parlare del pane spezzettato (non tutto ci sono anche michette intere) per la gioia dei piccioni che non sono proprio fra le creature più salutari. Infatti i piccioni sono portatori di circa 60 malattie - alcune delle quali mortali, contagiose per l’uomo e per gli animali domestici - i cui agenti patogeni vengono trovati nei loro escrementi.

Tra quelle più comuni c’è la salmonellosi, la criptococcosi, l’encefalite e la tubercolosi. Insomma il decoro non abita proprio tra le piazze Garibaldi e Mazzini.

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