Crollo del ponte di Annone: attesa per la sentenza della Cassazione
Domani, 11 marzo 2025, si terrà l'udienza in Cassazione per il crollo del ponte di Annone Brianza, avvenuto il 28 ottobre 2016 sulla Strada Statale 36

Domani, 11 marzo 2025, si terrà l'udienza in Cassazione per il crollo del ponte di Annone Brianza, avvenuto il 28 ottobre 2016 sulla Strada Statale 36. L'incidente, che provocò la morte di Claudio Bertini, 68 anni, e il ferimento di altre sei persone, ha dato il via a un complesso iter giudiziario che ora si avvicina alla sua conclusione definitiva.
Crollo del ponte di Annone: attesa per la sentenza della Cassazione
Erano circa le 17:30 del pomeriggio quando un tir dell’azienda di trasporti Nicoli S.p.A. (azienda di Albino, in provincia di Bergamo) franò sopra un’Audi A4 bianca e una Fiat Punto rossa che stavano transitando in quel momento sulla SS36. Entrambe le auto rimasero schiacciate dal peso dell’autoarticolato: il conducente della berlina tedesca, Claudio Bertini – 68 anni, residente a Civate in via Belvedere – morì incastrato tra le lamiere.
Il processo ha avuto diverse tappe fondamentali. Nel settembre 2021, il Tribunale di Lecco ha emesso le prime condanne, riconoscendo colpevoli Angelo Valsecchi, dirigente della Provincia di Lecco, condannato a tre anni e otto mesi, Giovanni Salvatore, capo del centro manutenzioni dell’Anas per la Lombardia, condannato a tre anni e sei mesi, e Andrea Sesana, di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali di Villa Locatelli, condannato a tre anni. Silvia Garbelli, funzionario tecnico del settore Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, che aveva rilasciato il permesso di transito del tir della ditta Nicoli sul viadotto, è stata invece assolta. Aveva già scelto la via del patteggiamento (un anno e due mesi con la sospensione della pena) l’ingegner Roberto Torresan di Busto Arsizio (Varese), che quattro anni prima del crollo elaborò un progetto per la manutenzione dell'infrastruttura senza segnalare, secondo l’accusa, problemi statici, ma solo il degrado del ponte.
A seguito delle modifiche introdotte in Appello, i legali di Valsecchi e Sesana hanno deciso di presentare ricorso in Cassazione, contestando le condanne residue. L’udienza che si terrà domani rappresenta dunque l’ultimo grado di giudizio e sarà determinante per stabilire in via definitiva le responsabilità nel tragico evento del 2016.